lunedì 19 dicembre 2011

Lunga vita al Teatro

Ciao a tutti,
invece del solito post natalizio, vi voglio parlare di questa passione che mi è esplosa negli ultimi anni: il Teatro.
Detto per inciso (quindi con i denti davanti), ho sempre avuto una certa predilezione per tutto quello che aveva a che fare con il palcoscenico. Forse per il mio innato egocentrismo, forse perchè l'ho sempre trovato un luogo affascinante o forse perchè non so...!! (idee poche, ma confuse).
Tanti anni fa non esistevano tante scuole di teatro e le poche esistenti, si trovavano nelle grandi città tipo Roma e Milano o Paullo (stò scherzando...a Milano non c' era!).Quindi difficilmente raggiungibili.
Ora, invece, il settore è in forte crisi a causa dell' arrivo delle multisale, dei reality e di tutte quelle grandi cagate che io detesto.
Finalmente trovo una scuola che tiene i corsi di teatro vicino a casa e, lo scorso anno, ho deciso di iniziare.
Non avrei mai pensato che alcune cose, che io ritenevo semplici, risultassero così complicate: ad esempio, il primo anno, si lavora tantissimo sulle emozioni e sull' energia che si riesce a trasmettere.
Quindi, quando devo essere arrabbiato, triste, felice, innamorato o altro, bisogna cercare di far arrivare quell' emozione anche al pubblico che sta guardando. Non è per niente facile! Per fare un esempio: io ho dovuto comportarmi da uomo innamorato con di fronte un uomo con barba incolta ed anche fisicato. Anche appellandomi a tutti i miei lati gay latenti, non c'è stato niente da fare...bisogna cercare di isolare la mente ( ed a me dovrebbe riuscire più facile visto che non ce l'ho!) e distogliere lo sguardo da quello che si ha effettivamente di fronte.
Ed è proprio qui che esce la bravura di un attore, soprattutto a livello di teatro. Perchè il pubblico è lì presente, non sei un' immagine su uno schermo modificata al computer, doppiata da una bella voce e ripresa da angolature diverse.
Tu sei fisicamente lì, sul pezzo...con la tua fisicità, la tua voce e, soprattutto, le emozioni che in quel momento devi tramandare.
Bèh! E' meraviglioso: quando entri in questo mondo ti si apre un universo!
Per non parlare poi del tutto il lavoro che c'è dietro le quinte (che non sono delle ragazze con le tette grosse): scenografie, musiche, testi e regia. Un lavoro gigantesco.
E' un vero peccato che tutto questo stia perdendo interesse a causa dei modelli che la televisione ci propina ogni giorno. Parassiti che diventano attori solo per aver partecipato al Grande Fratello o L' Isola dei Famosi, senza formazione e senza capire il vero senso del mestiere dell' attore. E' tutto molto triste.
Però non bisogna deprimersi, si deve perseverare. Artisti come Dario Fo, Albertazzi, Paolini e Bergonzoni ci dimostrano ogni giorno che il teatro è vivo e vivrà per sempre! Finchè ci sarà lo voglia di recitare e di "mettersi in gioco", sono sicuro che il teatro avrà lunga vita!
...Altrimenti andiamo tutti a fare film porno, è un settore che non conosce crisi!
Buone Feste e ci sentiamo bio-presto

lunedì 12 dicembre 2011

Sacrifici per tutti, tranne...i soliti noti!

Ciao a tutti,
anche se non aggiorno più il blog settimanalmente, cerco di postare articoli che possono essere di interesse comune (e non di interesse provincia visto che le aboliranno...forse!).
Che dire? L' orrido sgoverno Berlusconi ci ha lasciato una "bella" eredità, però qualcosa ha mantenuto: infatti il nano-puttaniere ci aveva promesso "mari e monti" ed in cambio ora abbiamo Mario Monti...mi sa che non si sono capiti bene sulla vocale "o".
Non so se questo sobrio governo tecnico risolleverà le sorti del nostro paese, ma l'unica cosa certa è che al momento, questo disastro, lo stiamo pagando NOI cittadini onesti. Invece i nostri poco onorevoli politici, come al solito, riescono a scamparla.
Di seguito un bel articolo di Gian Antonio Stella pubblicato sul "Corriere della sera":

Vantaggi dei dipendenti di Camera, Senato e Quirinale rimasti quasi immutati

Non ci provino, a distinguere ancora figli e figliastri. Non ci provino, a toccare le pensioni degli italiani senza toccare prima (prima!) quelle dei dipendenti dei palazzi della politica o della Regione Sicilia. Un cittadino non può accettare di andare in pensione un paio di decenni dopo chi ancora può lasciare con 20 anni d'anzianità. Non solo non sarebbe equo ma, di questi tempi, sarebbe un insulto.
Che esistono qua e là staterelli dai privilegi inaccettabili non lo dicono i soliti bastian contrari. Lo dice, per la Sicilia, lo stesso procuratore generale della Corte dei Conti isolana, Giovanni Coppola, nell'ultima relazione: «L'opinione pubblica non comprende perché in Sicilia i dipendenti regionali possano andare in pensione con soli 25 anni di contribuzioni, o addirittura con 20 anni se donne, solo per il fatto di avere un parente gravemente disabile, mentre lo stesso non avviene nel resto d'Italia».
Errore: anche meno. Come nel caso dell'ispettore capo dei forestali Totò Barbitta di Galati Mamertino, che riscattando dei contributi precedenti, il 1 gennaio 2009 (ma da allora la legge non è cambiata) se n'è andato quarantacinquenne, dopo 16 anni, 10 mesi e 30 giorni. La previdenza, visto «il lavoro usurante», regala ai forestali siciliani un anno ogni cinque di servizio. Diceva di dover accudire un parente affetto da grave handicap: avuto il vitalizio, è partito per la Germania. Stracciato comunque, per età, dal record di Giovannella Scifo, una dipendente dell'ufficio collocamento di Modica (Ragusa) in quiescenza a 40 anni. «Non le pare esagerato?», le ha chiesto Antonio Rossitto di « Panorama». E lei, serafica: «Non le posso rispondere. C'è la privacy».
Fatto sta che, spiega la Corte dei conti, su 751 «regionali» andati nel 2010 in pensione 297 hanno lasciato in anticipo «rispetto all'ordinaria anzianità anagrafica e/o contributiva e, tra questi, ben 286 con le agevolazioni della legge 104/1992 che tanto ha fatto discutere per l'incomprensibile disallineamento rispetto alla normativa nazionale».
Fatto sta che, spiegava giorni fa sul Giornale di Sicilia Giacinto Pipitone, se è vero che nel 2004 la riforma Dini passò, con nove anni di ritardo, anche per i dipendenti pubblici siciliani, l'adeguamento non è mai stato varato per chi ha avuto la «fortuna» di essere assunto dalla Regione. Basti dire che «chi a livello statale ha ancora oggi quote di pensione da incassare col retributivo, fa il calcolo sulla media delle buste paga degli ultimi anni di servizio. I regionali calcolano invece la loro quota di retributivo sulla base dell'ultima busta paga incassata al momento di lasciare gli uffici: sfruttano quindi fino all'ultimo gli aumenti e i vari scatti di carriera». Conclusione? Risposta dei giudici contabili: «Nel 2010 i contributi versati sono diminuiti del 17% riuscendo a coprire appena il 32,2% della spesa».
Non basta: «lo stesso sistema più vantaggioso si applica anche sul calcolo della buonuscita. Per la maggior parte dei regionali viene calcolata moltiplicando il valore dell'ultimo stipendio». Risultato? Scrive Antonio Fraschilla: i direttori generali «vanno in pensione incassando un assegno medio di 420.133 euro, come certificato dalla Corte dei Conti, anche se hanno ricoperto l'incarico solo negli ultimi mesi della loro carriera».
Lo ricordino, Mario Monti ed Elsa Fornero: se non obbligano la Sicilia a eliminare immediatamente questi bubboni ogni loro sforzo per spiegare che la crisi planetaria è così grave da obbligare a pesantissimi sacrifici sarà inutile. Peggio: grottesco. Vale per i privilegi dei dipendenti regionali siculi, vale per quelli degli organi istituzionali.
Certo, al Senato non godono più dello stupefacente dono che fino a qualche anno fa veniva fatto da ogni presidente che, andandosene, regalava loro, a spese dei cittadini, due anni di anzianità. Ma ci sono ancora, a Palazzo Madama, persone che, assunte prima del 1998, possono andare in pensione prima di tutti gli altri italiani, a cinquant'anni o poco più, godendo anche di quella regalia. È giusto? È un diritto acquisito e quindi intoccabile anche quello?
È accettabile che, 16 anni dopo la riforma Dini, nonostante i ritocchi, non ci sia ancora un dipendente del Senato (quelli arrivati dopo il 2007 possono andarsene con qualche penalità ancora a 57 anni) che accantoni la pensione col sistema contributivo? Così risulta: dato che dal 2007 non è entrato alcuno, i primi soggetti al «contributivo» (peraltro maggiorato con un «aiutino» intorno al 18%) dovrebbero essere sette funzionari in arrivo nel 2012. Come possono capire, gli italiani, che quei fortunati godano di 15 mensilità calcolate sul 90% dell'ultima retribuzione e trasmesse intatte al 90% alla vedova se ha figli minori di 21 anni? Ma non basta ancora: nonostante le polemiche seguite alle denunce del passato come quella dell'«Espresso» che quattro anni fa rivelò che al Senato uno stenografo arrivava a 254 mila euro l'anno e un barbiere a 133 mila, le retribuzioni sono cresciute ancora dal 2006, in questi anni neri, del 19,1%. Arrivando a un lordo medio pro capite di 137.525 euro. Centodiecimila più di un dipendente medio italiano, il quadruplo di un addetto della Camera inglese (38.952) e addirittura 19 mila più della busta paga dei 21 collaboratori principali di Obama, che dalla consigliera diplomatica Valerie Jarrett al capo dello staff William Daley, prendono al massimo (trasparenza totale: gli stipendi dei dipendenti, nome per nome, sono sul sito della Casa Bianca) 118.500 euro. Lordi.
Sia chiaro: Palazzo Madama può contare su collaboratori, dai vertici fino agli operai, di eccellenza. Sui quali sarebbe ingiusto maramaldeggiare demagogicamente. Loro stessi, però, discutendo del loro futuro con l'apposita commissione presieduta da Rosi Mauro (sindacati di là, una sindacalista di qua) non possono non rendersene conto: di questi tempi, la loro trincea con tre liquidazioni (una interna, una dell'Inpdap, una del «Conto assicurativo individuale») e le due pensioni (una del Senato e ora ancora dell'Inpdap) è indifendibile. Tanto più che anche nel loro caso, il peso delle pensioni sui bilanci è cresciuto in modo spropositato.
Vale per Palazzo Madama, vale per il Quirinale dove troppo tardi la presidenza ha introdotto «misure dissuasive» con la previsione di «significative riduzioni» dei trattamenti pensionistici come un limite per l'anzianità «a regime» (campa cavallo...) di 60 anni con 35 di contributi (da leccarsi i baffi...), vale per Montecitorio, dove lo stipendio lordo è poco più basso che al Senato: 131.586 euro. Con tutto ciò che ne consegue sulle pensioni. Non sarà facile rompere certe incrostazioni. Verissimo. Ma è troppo facile far la faccia dura solo con i piccoli...

Ci sentiamo bio-presto

mercoledì 16 novembre 2011

Portate pazienza

Ciao a tutti,
scrivo solo per comunicarvi che, a causa di alcuni motivi di lavoro ed extra, faccio molta fatica a tenere aggiornato il blog!
Sì, lo so! C'è tanto di cui parlare...primo fra tutti il fatto che, "forse", stavolta ci siamo liberati di quel clown fallito di Silvio Berlusconi e del suo governo di incapaci! UNA NOTIZIONA!
Questo però non mi ha risolto i problemi che riguardano la mia situazione professionale (aria precaria), anche se ho goduto come un riccio nel vedere la faccia del nano-puttaniere quando si è dimesso!!
Quindi stò procedendo a realizzare dei progetti che avevo in mente e che forse, chissà, nell' immediato futuro potrebbero servirmi.
Vi chiedo umilmente scusa e di portare pazienza...o portate quello che volete, la birra è sempre ben accetta ( o ben ascia).
A risentirci bio-presto.

lunedì 31 ottobre 2011

A rigor di Mortis

Ciao a tutti,
un post un po' macabro, visto che siamo ad Halloween.
Prima di cominciare volevo fare un saluto al grande Marco Simoncelli scomparso domenica scorsa durante il MotoGP. Una tragica fatalità ci ha privato di un ragazzo di soli 24 anni semplice, talentuoso ed estemamente simpatico e solare. Non sono frasi di occasione...lui era veramente così! Ciao SIC, fa buon viaggio!
Sta di fatto che oggi parliamo del vecchio e simpatico trapasso. La dipartita... insomma la morte!
Perchè bisogna star male quando muore un persona cara?
E' ovvio: la consapevolezza che quella persona non la rivedrai mai più, ti crea un vuoto dentro che genere tristezza, poi sofferenza e, in casi più gravi, la totale disperazione.
E' umano, è naturale e fa parte del ciclo della vita.
Cominciamo dal presupposto che la Morte deve essere revisionata, mi spiego peggio: se io muoio non me ne frega un cazzo di niente...sono morto! Ma perchè io devo morire, rovinando la giornata agli altri? Io non l' ho chiesto, nè tanto meno desiderato! E' un disegno divino? E chi gli ha dato la libertà all'Altissimo di decidere lo stato d' animo delle persone nel caso di un mio trapasso? Fa tutto facile Lui, visto che suo figlio lo ha fatto resuscitare 3 giorni dopo.
Quindi dobbiamo gioco-forza modificare il nostro atteggiamento nei confronti della morte, non c'è altra soluzione.
Mi sembra chiaro che non è facile, anzi, è difficilissimo ed in alcuni casi anche impossibile. Però ci proviamo...e lo sviluppiamo in diversi punti.
Primo: eliminiamo quelle cerimonie solenni e strappalacrime. Non se ne può più! Canti da fare venire il magone (che non è un prestigiatore grosso), preti che parlano che l' "inevitabile" è sempre dietro l' angolo. Roba da toccarsi le balle.
Secondo: durante la veglia funebre, cominciamo a mettere alcune canzoni che al caro estinto sarebbero piaciute. E'chiaro che se il defunto era un metallaro incallito, non possiamo mettete "Master of puppets" dei Metallica, ma "Nothing else matters" ci potrebbe stare per esempio.
Terzo: sarebbe carino che durante il funerale qualche parente o amico andasse a parlare. Ma non dicendo le solite cose banali tipo: "era tanto buono, generoso e caro". Un' idea potrebbe essere di raccontare qualche aneddoto divertente di quando era in vita. Se si facesse così al funerale di Berlusconi...durerebbe 2 giorni!
Quarto: al cimitero invece di buttare una manciata di terra a testa prima che chiudano definitivamente la tomba, sarebbe più bello seppellire assieme qualche oggetto che caratterizzava il defunto. Ad esempio, se muoio io, una forbice da potatura e una maglietta di Triple H me le potete benissimo mettere.
Quinto: dopo il funerale si fa una bella festa. Musica, gente e alcool e via! Almeno ci si distrae un po' e, se dovesse sopraggiungere lo sconforto, ci si spara 3/4 mojiti e passa tutto.
Questo è un mio modo per esorcizzare la paura e la sofferenza che genera la morte.
Sarebbe bello? Sì! Realizzabile? Estremamente difficile, ma non disperiamo!
Ci sentiamo bio-presto

venerdì 21 ottobre 2011

Censimento...cioè mi faccio i cazzi tuoi!

Ciao a tutti,
è arrivato il momento di fare il Censimento.
Essendo una nuova famiglia, per me è stata la prima volta. Ero molto emozionato, mi sentivo come un verginello che deve fare sesso per la prima volta con una prostituta navigata (però! Che paragone eh?).
Ho aperto il mio bel fascicolo verde e ho dato un' occhiata...un dolore immenso!
Quindi con l' occhio lacrimante, leggo le temibili domande alle quali dovrò rispondere "sinceramente".
...Che delusione!......Mi sarei aspettato chissà cosa, e invece...Sono tutte informazioni che hanno già! Sono domande di una banalità preoccupante.
Ma sanno già tutto! Conoscono dove abito, che studi ho fatto, che lavoro faccio, se sono sposato, se ho figli, se ho la macchina ecc...
E allora a che cazzo serve? E' per puro godimento delle persone dell' ISTAT?
Mi immagino già gli impiegati che spulciano le schede con i pantaloni calati. Cominciano ad andare via di "carrucola" (spero capiate il senso) leggendo le risposte:
- Aaaah! Questo ha un appartamento di 105mq,...bellissimo!
- Sìììì! Questo invece usa l' auto propria per andare al lavoro...aaahh...chissà quanto è grossa!
- Oddio!...aaahhh...questo ha un diploma di scuola media superiore...sììì vengooo!
Che scena raccapricciante! Mi fa schifo solo a pensarci.
Insomma, il censimento non è altro che una delle tante forme di gossip che ormai infestano la nostra società.
Quindi, ho pensato (ed è già una cosa rara) di aggiungere delle domande che, a mio parere, dovrebbero essere presenti nel censimento in modo da renderlo un po' più piacevole e divertente sia per chi lo compila che per chi lo legge.
1- L' alloggio è suo o è della banca per i prossimi 25 anni?
2- Ha sempre abitato nel suo comune attuale od è un latitante di professione?
3- Nel suo alloggio vivono solo i suoi familiari o anche altre 4/5 famiglie che lei ospita clandestinamente in quanto non sono in possesso del permesso di soggiorno?
4- Ospita temporaneamente, nel suo alloggio, ragazze disinibite? (domanda riservata solo a presidenti del Consiglio 75enni).
5- Ha un lavoro?
5/bis- E' precario? Riesce a tirare alla fine del mese?
6- Si sente spiato quando parla al telefono?
7- Ha un profilo su Facebook? (in caso di risposta negativa, sospendere la compilazione del questionario perchè...non sei nessuno!!!)
8- Visita giornalmente "you porn"? Riposta positiva: sei un maiale; risposta negativa: sei uno sfigato.
9- Quante volte al mese fa sesso con il/la sua/o partner?
9/bis- Quante volte a pagamento?
10- Quando fa la cacca, come fa a sapere che ha il sedere pulito?
11- Guarda il Tg1 ed il Tg4 pensando che siano dei telegiornali veri?
12- Pratica il sesso orale? E quello scritto?
13- Si reca al lavoro in automobile o prende il tram al volo come il rag. Fantozzi?
14- Ha frequentazioni mafiose? (a questa domanda, molti politici hanno rifiutato di rispondere. Chissà perchè?).
15- Guarda regolarmente il Grande Fratello, X-Factor, Uomini&Donne e C'è Posta per te? (in caso di risposta positiva, si consiglia ricovero in clinica psichiatrica).
16- Pensa che il Censimento sia una puttanata pazzesca che fa solo perdere tempo e soldi alla società? (barrare solo la casella con la risposta SI, essendo l'unica presente).
Tutto questo, ovviamente, a mio modesto parere...che peraltro condivido!
Ci sentiamo bio-presto

sabato 15 ottobre 2011

Strappo al bavaglio

Ciao a tutti,
ma come è possibile che ci stiano riprovando? I nostri politici (maggioranza/opposizione non fa differenza), con a capo un cadavere, sono terrorizzati dalle intercettazioni. Sono impauriti che vengano di dominio pubblico le porcate che fanno.
Quindi ecco ancora una volta comparire un ddl (cioè Da Dementi Luridi) che vieta ai giornali di pubblicare le intecettazioni che verranno esibite in sede di indagine e processo. Pena il carcere! Il carcere? Ma stiamo scherzando?
Cioè se io pubblico un' intercettazione di Bossi, vado in galera? Ma secondo voi, che cazzo può uscire da una telefonata di Bossi?...Solo grugniti, gorgogli e rutti (le scoregge le lascia al Trota).
Si sa che questa è l' ennesima trovata dei servi Pdl per salvare il NanoPuttaniere, ma se ci fosse veramente qualcuno con un po' di cervello dentro quel partitucolo (è difficile lo so, basta guardare Gasparri), non potrebbe andare dal quel cerebroleso di Presidente del Consiglio e dirgli: - Silvio, se non la pianti di dire stronzate al telefono ti fanno il culo a strisce! - Non ci vuole mica tanto. Lo capirebbe anche Giuliano Ferrara (forse lo sopravvaluto?).
E invece no! Fanno le leggi loro. Abbiamo centinaia di pregiudicati, indagati e condannati in via definitiva che legiferano. Ma sarà o no un controsenso?
Poi sentiamo in TV, il Nano ed i suoi trombettieri che sparano minchiate ovunque con frasi del tipo:
- In Italia ci sono 6 milioni di intercettati (cazzatona perchè sono circa 25mila).
- Le intercettazioni ledono alla libertà (mentre possedere 6 televisioni, 3 giornali ed essere Presidente del Consiglio no?).
- Viene violata la nostra privacy.
Ecco su questo punto mi voglio soffermare: pensano sul serio che sono le intercettazioni telefoniche a violare la nostra privacy?
Allora come si spiegano le decine di mail che ti arrivano di pubblicità, fatalità, su cose che hai ricercato in internet recentemente? Io ho una bambina da 5 mesi e mi chiedo come mai mi arrivino mail su prodotti per l' infanzia e mi trovi, dentro la mia posta, volantini su marche di pannolini e latte in polvere. Strano vero?
Per non parlare delle offerte di finanziamento, guarda caso, quando sei in difficoltà economiche. Ringraziando le banche per la gentile collaborazione, ovviamente.
Ed infine, non c'è bisogno di un' intercettazione telefonica per sapere le cazzate che fa questo governo. Basta guardare cosa hanno fatto negli ultimi 15 anni e si ha un quadro ben preciso. Senza tralasciare che la caduta del governo Prodi è stata causata da un' intercettazione, poi puntalmente pubblicata dai giornali di Berlusconi (Il Giornale e Panorama) con il famoso dialogo tra Fassino e Consorte da cui è uscita la frase: "abbiamo una banca". In quell' occasione però è stato giusto pubblicarle, a sentire i cialtroni del Pdl.
Cari politici, il bavaglio mettetevelo nella vostra bocca (che si trova tra le vostre chiappe), così eviterete di dire stronzate!
Bèh, io sto con "Il Fatto Quotidiano" che non obbedirà alla Legge Bavaglio. E se qualcuno ha paura di pubblicare qualche intercettazione, la mandi pure al mio blog. Per me non è un problema. Se in Italia non vanno in galera i mafiosi ed i corrotti...non ho niente da temere!
Ci sentiamo bio-presto

venerdì 30 settembre 2011

Grazie Sergio Bonelli

Ciao a tutti,
anche se con meno frequenza, cerco di aggiornare questo blog.
Questa volta per rendere omaggio ad uno sceneggiatore ed editore, purtroppo, scomparso di recente: Sergio Bonelli.
Per chi non lo conosce è l'editore dei migliori fumetti che abbiamo in Italia.
Figlio di Gianluigi e Tea Bonelli comincia giovanissimo, come tuttofare, nell'azienda del padre (Gianluigi è il creatore di Tex). All' età di 25 anni prende in mano la casa editrice Cepim che, in futuro diventerà la Sergio Bonelli Editore. La sua grande passione per il fumetto lo ha spinto a diventare sceneggiatore, prima che editore, con lo pseudonimo di Guido Nolitta (per evitare di essere confuso con il padre, già sceneggiatore di Tex). Proprio in quest'ultimo fumetto si rivelò un grande sceneggiatore, fino a tentare di crearne uno suo. Infatti nel 1958 pubblica la sua prima serie intitolata "Un ragazzo nel Far West".
Ma è nel 1961 che ci fu la sua definitiva consacrazione, inventando il personaggio di Zagor - lo Spirito con la Scure (da cui il nome Za-gor-te-nay): un personaggio che è un mix tra Tarzan, un pellerossa ed un cow-boy, le cui avventure erano una miscela di azione e misticismo tipico delle credenze indiane. Fu un successo.
Esattamente 14 anni dopo, nasce quello che Bonelli considerava un suo figlio prediletto: Mister No, un ex militare americano che vive a Manaus negli anni '50. Il vero nome del personaggio è Jerry Drake e da moltissimi anni, le sue innumerevoli avventure tra foreste e città, hanno appassionato tantissimo. Per dedicarsi al lavoro di editore ha dovuto abbandonare le sceneggiature. Vi è però ritornato nel 2005 per scrivere l' ultima avventura di Mister No (infatti il personaggio muore anche dal punto di vista delle uscite mensili, ma uscirà solo con albi speciali).
A Sergio Bonelli va inoltre reso atto del fatto di aver introdotto le famose "spalle comiche" dei personaggi fumettistici: pensiamo infatti a come sarebbero molto più drammatiche le avventure di Zagor senza Chico, Mister No senza Esse-Esse e di Dylan Dog senza Groucho.
Tante sono le cose a cui essere grati a Sergio: il fatto di aver sempre mantenuto lo stile classico dei suoi fumetti, il sempre utilizzo del bianco e nero, l'originalità di tutte le storie e di aver introdotto anche personaggi femminili come protagoniste (esempio di Julia la criminologa). Ma, soprattutto, il fatto che i suoi fumetti li hanno letti intere generazioni di persone (basta pensare a Tex che dura da più di 60 anni); questo vuol dire che, oltre alla grande bravura manageriale, c' era una grandissima passione per il proprio lavoro.
Ecco solo alcuni dei suoi personaggi di successo:
Tex, Zagor, Comandante Mark, Mister No, Dylan Dog, Martin Mystere, Nick Raider, Nathan Never, Julia, Legs Weaver, Magico Vento, Brandon e Lazarus Ledd.
Grazie Sergio Bonelli...vaja con Dios!!
Ci sentiamo bio-presto